La discesa è rapida e,
lasciati alle spalle un discount
per “la spesa intelligente” e
quella che fu la sede territoriale dell’INPS, deputata a finanziare con le
pensioni la maggior parte di quegli acquisti, si corre veloci fino a un avvallamento
stretto, praticabile attraverso una
stradella di cemento. Ancora una
salitella e si arriva nel posto scelto
per lo svolgimento della Conferenza socio sanitaria dell’Ogliastra: siamo a
Lanusei, in quel nonluogo - anche giuridico - che è stato la sede della Provincia
dell’Ogliastra.
Disposti a ferro di
cavallo, con dietro un arazzo raffigurante cinghiali, i rappresentanti degli
enti territoriali della zona, insieme ad alcuni operatori sanitari del vicino
ospedale e a sparute libere cittadine, discutono degli effetti in loco della recente riforma sanitaria.
Aborrita dalla
popolazione fin dalle origini, difesa inizialmente dagli epigoni locali degli artefici
della stessa e, adesso, forse, fonte per loro di non poco imbarazzo, se così si
debbono interpretare le defezioni di diversi Sindaci a trazione PD.
Se si esclude, infatti,
il Sindaco di Arzana (da sempre in campo con il centro-destra), al tavolo sono
assenti i colleghi di Cardedu, Baunei, Villagrande, Loceri e Urzulei.
Il Presidente della
Conferenza dà la parola ai Primi Cittadini e, alternativamente, ai medici
ospedalieri, viene citata l’UVT (l’Unità di Valutazione Territoriale) e si
pronuncia anche chi si occupa dell’Home Care (il servizio che sovrintende al
trattamento extraospedaliero dei malati a vario titolo bisognosi di assistenza
sanitaria domiciliare).
Il malcontento per lo
stato attuale delle cose emerge con chiarezza, come l’orgogliosa rivendicazione
dei risultati ottenuti - in regime di spesa contenuta - dalle gestioni pre-riforma, che, perciò, appaiono
come un patrimonio di professionalità ed efficienza gettato alle ortiche.
Ne paga le conseguenze,
ad esempio, il servizio di assistenza protesica, di fatto adesso esternalizzato
e affidato ad un’azienda della Penisola che, tra ritardi ed errori, invia in Ogliastra
“letti dell’Ottocento” non sanificati, con pazienti costretti a procurarsi
altrove e di tasca propria materassi antidecubito degni del Terzo Millennio.
Le deficienze attuali -
con nomine ad interim di primari e
medici assunti con contratti a termine di sei mesi - a volte rinnovati, a volte
no - contribuiscono a perpetuare i disservizi, tra i quali si annoverano anche
quelli derivanti dalla mancata copertura dei posti vacanti di rango
infermieristico e di operatore socio sanitario assistenziale.
La protesta, perciò,
monta sia all’interno del personale ospedaliero che tra i pazienti e gli utenti
(ché spersonalizzare il dolore non paga) e i parenti dei ricoverati.
Interi reparti sono allo
sbando, come medicina (definito reparto “pre mortem”), ginecologia e radiologia
(in quest’ultimo comparto, che offriva un servizio H24, si è passati al regime
di reperibilità dei radiologi).
I concorsi si faranno -
rassicura il Dott. Pani, Direttore dell’Area Socio Sanitaria - ma, fino ad
allora, tutte le nomine saranno ad
interim.
Così, il Sindaco di
Ussassai, Giannino Deplano, ha buon gioco e non gli dà scampo, lamenta la
dipartita di Fantozzi, ma non della sua nuvoletta, che ha preso a stazionare
proprio sopra il suo Comune: - Mi ha chiamato il Dott. Rubiu (dell’UVT) e mi ha
detto che il medico del mio paese si è dimesso. E lo stesso problema hanno
Gairo e Osini.
Per niente gradite sono
state le sortite giornalistiche della classe dirigente PD, la quale ha
recentemente sostenuto come la riforma sanitaria non sia stata capita. Pare,
invece, che qui, la c.d. realtà non percepita sia stata percepita eccome: - La
gente ha dato la pagella e gli ha detto: - FUORI TUTTI, NON PRESENTARTI PIU’!
Tutti i Sindaci si
dimettano - tuona ancora il Deplano -, non si voglia essere complici di
politici che parlano di spopolamento ma che poi vogliono farci morire di
eutanasia.
A fine seduta, una libera
cittadina chiede al consesso per quale ragione l’Assessore alla Sanità
regionale Arru e l’On. Sabatini non abbiano riscontrato l’invito a partecipare
all’Assemblea, se i Sindaci rilasceranno un documento unitario e, se sì, di
quale segno.
Il Presidente risponde
che l’invito ai vertici di riferimento viene sempre inviato e che i Primi
Cittadini, tra una settimana, si esprimeranno con un documento corredato di
dati elaborati anche dagli operatori sanitari.
Alla fine, si esce. Prima
di infilare la porta, si scorge una bacheca con uccelli impagliati. Sì, sì,
proprio uccelli impagliati.
E la libera cittadina
pensa come se la passa bene la pulcinella di mare che popola le coste
dell’Atlantico settentrionale e guarda, invece, con tenerezza alla tortorella migratoria delle nostre latitudini.



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