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giovedì 8 marzo 2018

Cronache ogliastrine


Che cosa sono queste “Cronache ogliastrine”? Un punto di riferimento critico aperto a tutte le donne e gli uomini di buona volontà, che vorranno discutere sulla realtà ogliastrina.
Di che cosa si parlerà? Di argomenti e fatti piccoli e grandi, che accadono in Ogliastra (ma anche nel mondo), di cui le “cronache ufficiali” si occupano poco o niente, o solo per un giorno, inghiottite dalla velocità consumistica dei tempi: temi che noi riteniamo interessanti e meritevoli di approfondimento.

Ma quale sarà lo STILE con cui si affronterranno queste cronache? “Con ogni stile, che non annoi”: bisognerà avvicinarsi a temi scelti con una certa leggerezza, che non esclude la serietà, con ironia e con punti di vista diversi.

Quanto durerà questa iniziativa? Non lo sappiamo, forse niente, ma questo dipenderà dall’interesse che sapremo suscitare, dal pubblico che vorrà seguirci, dallo scambio di opinioni che saprà scatenare. Se non riusciremo ad aprire un dibattito, chiuderemo subito.

Qual è lo scopo di questa proposta? Innanzitutto quello di divertirci noi per primi - passo preliminare per essere “letti e criticati” da altre persone - creando qualcosa che possa piacere e, possibilmente, essere utile anche agli altri. Ma cos’è l’utile? E ciò che riteniamo inutile è davvero inutile? Noi per esempio non riteniamo che sia utile solo ciò che promuove il profitto, né che lo studio del greco o la lettura di una poesia di Saffo siano inutili. Ci piacciono ancora la gratuità e il disinteresse che possiamo vivere nelle nostre vite, anche se oggi sono considerati fuori moda e controcorrente. Il fine quindi è quello di capire chi siamo e in che realtà viviamo. Una storiella di Nuccio Ordine ci aiuta a inquadrare il problema: “Ci sono due giovani pesci che nuotano e a un certo punto incontrano un pesce anziano che va nella direzione opposta, fa un cenno di saluto e dice: - Salve, ragazzi, com’è l’acqua? -  I due pesci giovani nuotano un altro po’, poi uno guarda l’altro e fa: - Che cavolo è l’acqua? -.

Ma perché questo titolo? Una sera invernale bagnata dalla pioggia, ci siamo ritrovati come amici in un ristorante di Tortolì, e tra una pietanza e l’altra è nata l’idea di dare spazio pubblico alle conversazioni di natura politica, sociale, culturale da noi gustate durante tutta la cena. Ci è sembrato che fosse possibile trasportare in rete le conversazioni, ci siamo accorti che diversi fatti descritti, o meglio raccontati al ristorante, non erano conosciuti da tutti per lo scarso spazio avuto sui giornali ufficiali. La realtà ogliastrina di cui vogliamo parlare è quindi quella che ci circonda, il mare in cui siamo immersi senza capirne a volte le coordinate.

Cronache”, cioè narrazioni o descrizioni di fatti (che riteniamo importanti) della vita dei nostri paesi in vari settori (sport, politica, arte e cultura, vita scolastica, politica, economia, paesaggio ecc. ecc.).

Ogliastrine”, non perché riteniamo l’Ogliastra l’ombelico del mondo, ma solo perché ci viviamo. Siamo consapevoli che per vedere e capire ciò che viviamo serva sia uno sguardo da vicino, sia uno sguardo da lontano: per questo ci auguriamo che anche coloro che per motivi di studio o di lavoro abitano lontano dall’Ogliastra possano e vogliano dare un contributo alle tematiche che affronteremo.

Di fatto le “Cronache” vorrebbero essere uno spunto di riflessione e di risposta contro la rabbia e la rassegnazione che ci chiudono gli occhi; contro la menzogna che ci intorbidisce le menti. Ci piacerebbe che ci aiutassero a costruire le mappe reali della nostra realtà ogliastrina.

Certo proporre un altro sito nel mare magnum della rete è temerario e provocatorio, ma noi non perdiamo di vista la possibilità di una vera conversazione, lasciando le chiacchiere.

Finiamo con un pensiero di uno che la rete la conosce davvero, Sherry Turkle, quando ci ammonisce a non abusare della virtualità della rete, perché “tutto ciò contribuisce sempre più a una fuga dalla conversazione, perlomeno da una conversazione aperta e spontanea, in cui giochiamo con le nostre idee e ci concediamo di essere completamente presenti e vulnerabili. Sono proprio queste le conversazioni in cui prosperano l’empatia e l’intimità e l’azione sociale acquista forza. Sono le conversazioni in cui trovano maggiore impulso le collaborazioni creative…”

La soluzione finale

Oggi, durante una delle solite, estenuanti attese  che in Tribunale arrivasse il turno della mia udienza, mi sono imbattuta in un post su Facebook in cui Andrea Orlando criticava la scelta di Renzi di rimandare le sue dimissioni al Congresso del partito, così da dettar legge durante la delicata fase che si sta aprendo.

Poi ho letto i commenti che Orlando aveva ricevuto, ce n’erano migliaia, e io avevo molto tempo…
Ho strabuzzato gli occhi.

La stragrande maggioranza erano commenti di elettori del PD che approvavano la scelta del Segretario, e invitavano Orlando a fare lui autocritica, accusandolo di essere la causa della sconfitta elettorale unitamente alla minoranza interna del Partito, Emiliano in testa: gli elettori si dicevano stanchi che si lavassero i panni sporchi in pubblico, che si provocassero divisioni per ambizioni personali, che si accoltellasse alle spalle il Segretario, senza la cui guida il PD sarebbe stato ridotto ai minimi termini, e invitavano Orlando a raggiungere D’Alema e Bersani per sparire insieme a loro nell’irrilevanza politica…


Molti gli ricordavano di essere stato un pessimo Ministro della Giustizia (in questo concordo) e la maggior parte di loro condivideva la scelta di Renzi, di non appoggiare un governo 5S, come invece la minoranza, chiaramente, sperava di fare, per conquistare qualche poltrona.

Ma come, dicevano, dovremmo forse fare da stampella a chi ci ha sempre umiliato, attaccato, accusato di essere ladri, mafiosi e di avere le mani sporche di sangue? Che ci provino loro, adesso, a fare un governo, mentre noi assecondiamo la volontà degli elettori e restiamo all’opposizione!

Può essere condivisibile la scelta di respingere ogni appoggio ad un governo con 5S e Salvini (molti annunciavano che, diversamente, avrebbero restituito la tessera PD), ma dipingere Renzi come un baluardo contro gli inciuci mi pare sia in contraddizione con dati di fatto incontestabili sui quali gli iscritti PD, stranamente, non trovavano niente da dire: l’unico inciucio che va bene è quello con FI?

Perché finora, a fronte del paventato inciucio con 5S e Lega, l’unico che sia già stato fatto è quello con Berlusconi, senza provocare la sollevazione degli iscritti.

Del resto Renzi ha affermato solo che non avrebbe fatto la stampella a governi con estremisti, lasciando così implicitamente la porta aperta a un accordo con il moderato Berlusconi.

Negli ultimi cinque anni il PD ha governato (male) proprio facendo un’alleanza con la destra più disonesta, becera, oscurantista, impartendo alla propria politica una svolta decisamente conservatrice, che ha prodotto innumerevoli regressi legislativi a scapito di lavoratori, classi sociali più disagiate e facendo una netta scelta di campo in favore dei capitalisti e degli speculatori finanziari; ha evitato accuratamente di combattere mafia e corruzione; ha promosso riforme finalizzate all’accentramento del potere a sé e al suo cerchio magico, alla soppressione delle consultazioni elettorali (vd. Province e riforma del Senato), alla drastica riduzione delle autonomie locali.

Ha partorito due leggi elettorali di concerto con Berlusconi, la prima delle quali (Italicum) è stata dichiarata incostituzionale ancora prima di essere applicata e, la seconda (Rosatellum), i cui brillanti risultati sono sotto gli occhi di tutti.

Ma il problema del c.d. Rosatellum non è tanto la difficoltà di formare una maggioranza parlamentare di governo, quanto il fatto che fosse proprio questo il risultato che si è voluto perseguire, per avere un alibi formidabile all’eterno inciucio PD-FI, che si potrà continuare a propagandare come l’unica scelta responsabile per non lasciare l’Italia priva di governo…

Che proprio le politiche di destra e gli eterni caminetti a casa di Berlusconi siano stati la causa dell’allontanamento dell’elettorato del PD non è nemmeno passato per la testa dei commentatori del post di Orlando (salvo rare eccezioni) e questo me lo sono spiegata pensando che ormai gli elettori PD sono gli ex-democristiani, che se ne infischiano della totale distruzione della sinistra e che, al contrario, ne gioiscono, augurando alla minoranza interna di fare la fine di Grasso, Bersani e D’Alema.


Altrettanto ignorato è l’aspetto relativo alla partecipazione alle scelte del Partito: i commentatori, usando espressioni colorite, dicevano di essersi rotti le scatole delle diatribe interne, delle lotte intestine, che erano la causa dell’allontanamento di tanti elettori.

È vero che la tendenza PD di parlare solo di se stesso e mai dei problemi della società, dei lavoratori, dei disoccupati ecc…, è intollerabile, ma il rimedio non può essere quello di affidarsi ciecamente al CAPO del Partito, mettendosi rispettosamente in coda al suo seguito come un gregge belante.

Nessuno ha trovato niente da ridire sul fatto che negli ultimi anni il dissenso interno al PD non è riuscito ad impedire che un Segretario, per quanto investito dal voto delle Primarie, stravolgesse del tutto l’identità di un partito, soffocando una delle sue due anime.

Forse l’idea di riunire in un unico partito il centro e la sinistra è sempre stata bislacca, o ingenua, o utopistica, ma di sicuro andrebbe rivista, dato che ormai è sotto gli occhi di tutti il risultato che ha prodotto, ovvero quello della sistematica ROTTAMAZIONE della sinistra.

Il fatto che molti esponenti della sinistra PD fossero dei vecchi arnesi e che nessuno li rimpianga ha fatto sottovalutare e perdere di vista l’effetto più generale che si andava producendo: quello della liquidazione di un’intera area politica che, in Italia, aveva rappresentato per decenni almeno il 30% della popolazione, con la conseguente perdita, drammatica e irrecuperabile, non tanto di singoli funzionari di partito, quanto di valori di civiltà come la tolleranza, l’altruismo, l’attenzione per le classi più deboli e oppresse, la lotta contro ogni forma di discriminazione, il metodo democratico per l’elezione dei propri rappresentanti a qualsiasi livello…

È vero che niente vieta ai portatori di questi ideali di continuare a lavorare per la costruzione di un soggetto politico che ne sia espressione, per cui si potrebbe anche scrollare le spalle davanti al disfacimento del PD, se non fosse che l’esistenza di un partito nominalmente di centro-sinistra, ma ormai ridotto a strumento di potere dell’oligarchia renziana di destra, continua ad essere fonte di danno per tutte le persone che ancora continuano (in buona fede) a credere nell’idea originaria che “solo uniti si vince”, turandosi fideisticamente il naso pur davanti alle patenti contraddizioni dell’idea originaria.

Il PD continua, immeritatamente, a ricevere il voto di tante persone oneste di sinistra che paradossalmente portano acqua al mulino di chi la sinistra sta pervicacemente tentando di distruggere.

Fine del ragionamento: hanno chiamato la mia udienza.

Cronache dal termoconvettore: sulle elezioni


Pochi giorni fa voi umani italiani siete andati a votare, avete fatto le vostre scelte (o vi siete illusi di farlo) e ora state lì a chiedervi quale tra i due vincitori riuscirà per primo a trovare una maggioranza parlamentare e formare il prossimo governo: Salvini o Di Maio?

Poveri illusi. Ve lo spiego io, gattale gattale. Il prossimo governo lo faranno Renzi e Berlusconi. Sì, sì, proprio loro, alla faccia vostra di ingenuotti che li state trattando da perdenti. E non venite a dirmi che i loro partiti le hanno prese di brutto e non hanno i numeri per ottenere la fiducia, tanto non devo ricordarvi io quanto sia bravo Berlusconi a portare dalla propria parte deputati e senatori di altri schieramenti (con quali metodi lo lascio intuire a voi perché sono cose da umani nelle quali non voglio infilare le mie zampine candide).

Renzi si è dimesso? Via, neppure il più stolto di voi l’ha creduto sia pure per un attimo. Resta lì per pilotare l’inciuc … cioè, per salvare la Patria dal baratro nel quale quegli incapaci di elettori hanno rischiato di gettarla; poi farà le primarie del suo partito e sarà rieletto perché gli iscritti del PD, diciamocelo, lo vedono esattamente come io vedo i Temptation Whiskas.

E ora, se permettete, qualche nota su chi vi sta scrivendo. Sono Maurice de Monellice detto Monillo, soriano bianco di grande assennatezza,  e anch’io ogni tanto mi degnerò di scrivere su questo blog. Del resto sono ogliastrino e poi, diciamolo: la mia serva umana è troppo pigra oppure impegnata a guadagnare per le crocchette e le bollette di luce e gas, quando non sta disinfettando i pavimenti per evitare che io mi sporchi i gommini.

Non è di me, però, che vi parlerò nelle mie Cronache dal termoconvettore (be’, insomma, non soltanto, perché comunque io sono un argomento molto interessante).

 Cronache dal termoconvettore perché anch’io ho da dire la mia contro i caminetti. Sono costosi, occupano spazio prezioso, saturano l’ambiente di fumo (va be’, la mia serva umana non può permettersi un caminetto). Io perciò medito (sì, sì: medito, non dormo come pensate voi ignoranti) sul mio graffiatoio gigante, proprio dove arriva il soffio caldo del termoconvettore che con la sua aria tiepida mi concilia pensieri di grande saggezza da elargire a voi umani stolti.

Cinema in Ogliastra (2)

Locandina del film "Sciuscià" Intervista a Pino Gesualdi, operatore cinematografico             Gli “operatori cinematogra...