Di che cosa si parlerà? Di argomenti e fatti piccoli e grandi, che accadono in Ogliastra (ma anche nel mondo), di cui le “cronache ufficiali” si occupano poco o niente, o solo per un giorno, inghiottite dalla velocità consumistica dei tempi: temi che noi riteniamo interessanti e meritevoli di approfondimento.
Ma quale sarà lo STILE con cui si affronterranno queste cronache? “Con ogni stile, che non annoi”: bisognerà avvicinarsi a temi scelti con una certa leggerezza, che non esclude la serietà, con ironia e con punti di vista diversi.
Quanto durerà questa iniziativa? Non lo sappiamo, forse niente, ma questo dipenderà dall’interesse che sapremo suscitare, dal pubblico che vorrà seguirci, dallo scambio di opinioni che saprà scatenare. Se non riusciremo ad aprire un dibattito, chiuderemo subito.
Qual è lo scopo di questa proposta? Innanzitutto quello di divertirci noi per primi - passo preliminare per essere “letti e criticati” da altre persone - creando qualcosa che possa piacere e, possibilmente, essere utile anche agli altri. Ma cos’è l’utile? E ciò che riteniamo inutile è davvero inutile? Noi per esempio non riteniamo che sia utile solo ciò che promuove il profitto, né che lo studio del greco o la lettura di una poesia di Saffo siano inutili. Ci piacciono ancora la gratuità e il disinteresse che possiamo vivere nelle nostre vite, anche se oggi sono considerati fuori moda e controcorrente. Il fine quindi è quello di capire chi siamo e in che realtà viviamo. Una storiella di Nuccio Ordine ci aiuta a inquadrare il problema: “Ci sono due giovani pesci che nuotano e a un certo punto incontrano un pesce anziano che va nella direzione opposta, fa un cenno di saluto e dice: - Salve, ragazzi, com’è l’acqua? - I due pesci giovani nuotano un altro po’, poi uno guarda l’altro e fa: - Che cavolo è l’acqua? -.
Ma perché questo titolo? Una sera invernale bagnata dalla pioggia, ci siamo ritrovati come amici in un ristorante di Tortolì, e tra una pietanza e l’altra è nata l’idea di dare spazio pubblico alle conversazioni di natura politica, sociale, culturale da noi gustate durante tutta la cena. Ci è sembrato che fosse possibile trasportare in rete le conversazioni, ci siamo accorti che diversi fatti descritti, o meglio raccontati al ristorante, non erano conosciuti da tutti per lo scarso spazio avuto sui giornali ufficiali. La realtà ogliastrina di cui vogliamo parlare è quindi quella che ci circonda, il mare in cui siamo immersi senza capirne a volte le coordinate.
“Cronache”, cioè narrazioni o descrizioni di fatti (che riteniamo importanti) della vita dei nostri paesi in vari settori (sport, politica, arte e cultura, vita scolastica, politica, economia, paesaggio ecc. ecc.).
“Ogliastrine”, non perché riteniamo l’Ogliastra l’ombelico del mondo, ma solo perché ci viviamo. Siamo consapevoli che per vedere e capire ciò che viviamo serva sia uno sguardo da vicino, sia uno sguardo da lontano: per questo ci auguriamo che anche coloro che per motivi di studio o di lavoro abitano lontano dall’Ogliastra possano e vogliano dare un contributo alle tematiche che affronteremo.
Di fatto le “Cronache” vorrebbero essere uno spunto di riflessione e di risposta contro la rabbia e la rassegnazione che ci chiudono gli occhi; contro la menzogna che ci intorbidisce le menti. Ci piacerebbe che ci aiutassero a costruire le mappe reali della nostra realtà ogliastrina.
Certo proporre un altro sito nel mare magnum della rete è temerario e provocatorio, ma noi non perdiamo di vista la possibilità di una vera conversazione, lasciando le chiacchiere.
Finiamo con un pensiero di uno che la rete la conosce davvero, Sherry Turkle, quando ci ammonisce a non abusare della virtualità della rete, perché “tutto ciò contribuisce sempre più a una fuga dalla conversazione, perlomeno da una conversazione aperta e spontanea, in cui giochiamo con le nostre idee e ci concediamo di essere completamente presenti e vulnerabili. Sono proprio queste le conversazioni in cui prosperano l’empatia e l’intimità e l’azione sociale acquista forza. Sono le conversazioni in cui trovano maggiore impulso le collaborazioni creative…”

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