venerdì 9 marzo 2018

Sviluppi giudiziari nella vicenda della dottoressa Alba Veronica Puddu


Molti ricorderanno lo scalpore destato da una nota trasmissione televisiva sulle presunte cure mediche prestate a pazienti oncologici mediante ultrasuoni ed altro.
La Procura della Repubblica di Lanusei aveva aperto un’inchiesta, ipotizzando la commissione di gravi reati, quali omicidio, lesioni personali, circonvenzione di incapace e truffa continuata.
Nel pomeriggio di ieri 8 marzo 2018, l’attività investigativa ha portato ad una perquisizione presso lo studio medico della dott.ssa Puddu e al conseguente sequestro della strumentazione tecnica - tra cui ecografi ed apparecchiature ad ultrasuoni - e dei computer, da sottoporre ad ulteriori accertamenti forensi per la verifica del loro contenuto.
Nel corso dell’attività di perquisizione è stata anche identificata una persona che si stava sottoponendo proprio ai trattamenti oggetto di indagine.
La Procura di Lanusei ha già sentito diverse persone informate sui fatti, tra cui pazienti o loro familiari, nonché il medico legale che constatò due decessi di malati oncologici avvenuti nello studio della professionista. Sulla base di tali elementi gli Inquirenti ipotizzano che le cure praticate dalla dottoressa Puddu - “ultrasuoni”, “radiofrequenze”, “rivitalizzazione del sangue”, trattamenti tipici della medicina diagnostica o di quella estetica - non abbiano sortito alcun effetto positivo sui pazienti, determinandone in alcuni casi l’aggravamento delle condizioni o addirittura la morte.
Proprio in considerazione della gravità delle condotte contestate al medico e alla notevole ampiezza del suo bacino d’utenza - i pazienti arrivavano addirittura dal Piemonte, dalle Province di Cagliari e Oristano, oltre che da Tertenia ed altri Comuni ogliastrini -, il Procuratore capo, dott. Biagio Mazzeo, ha rivolto un appello pubblico alle persone che a vario titolo siano in possesso di informazioni utili alle indagini, invitandole a recarsi presso il più vicino Comando dei Carabinieri per farne denuncia o  riferirne all’Autorità.

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