Una mostra a Palazzo Pitti, Firenze,
inaugurata nella Giornata internazionale delle donne dell’8 marzo, celebra l’opera
dell’artista Maria Lai e la sua ricerca durata oltre sette decenni che l’ha
portata a imporsi nel panorama artistico internazionale rinnovando continuamente
il proprio linguaggio creativo.
Nella scena dell’arte contemporanea, Maria Lai
è entrata con Legarsi alla montagna, la
prima opera relazionale realizzata in Italia che, con strisce di tela lunghe
ventisei chilometri, ha unito e coinvolto magicamente paesaggio e persone a
Ulassai, il suo paese tra i monti dell’Ogliastra.
Legarsi alla
montagna era ispirata a un’antica leggenda, chiara metafora del ruolo salvifico
della bellezza e dell’arte: la storia di una bambina che, mentre infuria un
temporale, esce dalla grotta in cui si era rifugiata attratta da un bellissimo
nastro che vola nel cielo e proprio grazie a questo gesto in apparenza
azzardato si salva da una frana devastante.
È la seconda volta che gli spazi delle
Gallerie degli Uffizi ospitano Maria Lai: nel 2004 l’artista aveva allestito al
Giardino di Boboli l’Invito a tavola,
un grande desco apparecchiato con pane e libri in terracotta, che in questi
giorni è in mostra a New York.
La mostra, promossa dal MiBACT e dalle
Gallerie degli Uffizi col patrocinio del comune di Ulassai, corredata da un
ampio catalogo, è curata da Elena Pontiggia.

Nessun commento:
Posta un commento