giovedì 8 marzo 2018

La soluzione finale

Oggi, durante una delle solite, estenuanti attese  che in Tribunale arrivasse il turno della mia udienza, mi sono imbattuta in un post su Facebook in cui Andrea Orlando criticava la scelta di Renzi di rimandare le sue dimissioni al Congresso del partito, così da dettar legge durante la delicata fase che si sta aprendo.

Poi ho letto i commenti che Orlando aveva ricevuto, ce n’erano migliaia, e io avevo molto tempo…
Ho strabuzzato gli occhi.

La stragrande maggioranza erano commenti di elettori del PD che approvavano la scelta del Segretario, e invitavano Orlando a fare lui autocritica, accusandolo di essere la causa della sconfitta elettorale unitamente alla minoranza interna del Partito, Emiliano in testa: gli elettori si dicevano stanchi che si lavassero i panni sporchi in pubblico, che si provocassero divisioni per ambizioni personali, che si accoltellasse alle spalle il Segretario, senza la cui guida il PD sarebbe stato ridotto ai minimi termini, e invitavano Orlando a raggiungere D’Alema e Bersani per sparire insieme a loro nell’irrilevanza politica…


Molti gli ricordavano di essere stato un pessimo Ministro della Giustizia (in questo concordo) e la maggior parte di loro condivideva la scelta di Renzi, di non appoggiare un governo 5S, come invece la minoranza, chiaramente, sperava di fare, per conquistare qualche poltrona.

Ma come, dicevano, dovremmo forse fare da stampella a chi ci ha sempre umiliato, attaccato, accusato di essere ladri, mafiosi e di avere le mani sporche di sangue? Che ci provino loro, adesso, a fare un governo, mentre noi assecondiamo la volontà degli elettori e restiamo all’opposizione!

Può essere condivisibile la scelta di respingere ogni appoggio ad un governo con 5S e Salvini (molti annunciavano che, diversamente, avrebbero restituito la tessera PD), ma dipingere Renzi come un baluardo contro gli inciuci mi pare sia in contraddizione con dati di fatto incontestabili sui quali gli iscritti PD, stranamente, non trovavano niente da dire: l’unico inciucio che va bene è quello con FI?

Perché finora, a fronte del paventato inciucio con 5S e Lega, l’unico che sia già stato fatto è quello con Berlusconi, senza provocare la sollevazione degli iscritti.

Del resto Renzi ha affermato solo che non avrebbe fatto la stampella a governi con estremisti, lasciando così implicitamente la porta aperta a un accordo con il moderato Berlusconi.

Negli ultimi cinque anni il PD ha governato (male) proprio facendo un’alleanza con la destra più disonesta, becera, oscurantista, impartendo alla propria politica una svolta decisamente conservatrice, che ha prodotto innumerevoli regressi legislativi a scapito di lavoratori, classi sociali più disagiate e facendo una netta scelta di campo in favore dei capitalisti e degli speculatori finanziari; ha evitato accuratamente di combattere mafia e corruzione; ha promosso riforme finalizzate all’accentramento del potere a sé e al suo cerchio magico, alla soppressione delle consultazioni elettorali (vd. Province e riforma del Senato), alla drastica riduzione delle autonomie locali.

Ha partorito due leggi elettorali di concerto con Berlusconi, la prima delle quali (Italicum) è stata dichiarata incostituzionale ancora prima di essere applicata e, la seconda (Rosatellum), i cui brillanti risultati sono sotto gli occhi di tutti.

Ma il problema del c.d. Rosatellum non è tanto la difficoltà di formare una maggioranza parlamentare di governo, quanto il fatto che fosse proprio questo il risultato che si è voluto perseguire, per avere un alibi formidabile all’eterno inciucio PD-FI, che si potrà continuare a propagandare come l’unica scelta responsabile per non lasciare l’Italia priva di governo…

Che proprio le politiche di destra e gli eterni caminetti a casa di Berlusconi siano stati la causa dell’allontanamento dell’elettorato del PD non è nemmeno passato per la testa dei commentatori del post di Orlando (salvo rare eccezioni) e questo me lo sono spiegata pensando che ormai gli elettori PD sono gli ex-democristiani, che se ne infischiano della totale distruzione della sinistra e che, al contrario, ne gioiscono, augurando alla minoranza interna di fare la fine di Grasso, Bersani e D’Alema.


Altrettanto ignorato è l’aspetto relativo alla partecipazione alle scelte del Partito: i commentatori, usando espressioni colorite, dicevano di essersi rotti le scatole delle diatribe interne, delle lotte intestine, che erano la causa dell’allontanamento di tanti elettori.

È vero che la tendenza PD di parlare solo di se stesso e mai dei problemi della società, dei lavoratori, dei disoccupati ecc…, è intollerabile, ma il rimedio non può essere quello di affidarsi ciecamente al CAPO del Partito, mettendosi rispettosamente in coda al suo seguito come un gregge belante.

Nessuno ha trovato niente da ridire sul fatto che negli ultimi anni il dissenso interno al PD non è riuscito ad impedire che un Segretario, per quanto investito dal voto delle Primarie, stravolgesse del tutto l’identità di un partito, soffocando una delle sue due anime.

Forse l’idea di riunire in un unico partito il centro e la sinistra è sempre stata bislacca, o ingenua, o utopistica, ma di sicuro andrebbe rivista, dato che ormai è sotto gli occhi di tutti il risultato che ha prodotto, ovvero quello della sistematica ROTTAMAZIONE della sinistra.

Il fatto che molti esponenti della sinistra PD fossero dei vecchi arnesi e che nessuno li rimpianga ha fatto sottovalutare e perdere di vista l’effetto più generale che si andava producendo: quello della liquidazione di un’intera area politica che, in Italia, aveva rappresentato per decenni almeno il 30% della popolazione, con la conseguente perdita, drammatica e irrecuperabile, non tanto di singoli funzionari di partito, quanto di valori di civiltà come la tolleranza, l’altruismo, l’attenzione per le classi più deboli e oppresse, la lotta contro ogni forma di discriminazione, il metodo democratico per l’elezione dei propri rappresentanti a qualsiasi livello…

È vero che niente vieta ai portatori di questi ideali di continuare a lavorare per la costruzione di un soggetto politico che ne sia espressione, per cui si potrebbe anche scrollare le spalle davanti al disfacimento del PD, se non fosse che l’esistenza di un partito nominalmente di centro-sinistra, ma ormai ridotto a strumento di potere dell’oligarchia renziana di destra, continua ad essere fonte di danno per tutte le persone che ancora continuano (in buona fede) a credere nell’idea originaria che “solo uniti si vince”, turandosi fideisticamente il naso pur davanti alle patenti contraddizioni dell’idea originaria.

Il PD continua, immeritatamente, a ricevere il voto di tante persone oneste di sinistra che paradossalmente portano acqua al mulino di chi la sinistra sta pervicacemente tentando di distruggere.

Fine del ragionamento: hanno chiamato la mia udienza.

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